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Dove tieni i tuoi fili?

  • Immagine del redattore: Cristina
    Cristina
  • 18 lug 2024
  • Tempo di lettura: 1 min

Aggiornamento: 22 nov 2024

Se pensate che questa mistica scatola di biscotti sia stato un fenomeno che ha colpito solo la nostra penisola Italia allora vi sbagliate di grosso.



Chiunque di noi, grandi e piccini in tutto il mondo, almeno una volta ha aperto speranzoso questa mistica scatola di biscotti e dopo averla scossa e accertatosi del riempimento, l’ha aperta ma per poi ritrovarsi inesorabilmente deluso dal contenuto. Biscotti finiti e al loro posto aghi, fili, bottoni, patte e tutto il necessario per salvare gli abiti di famiglia ma niente zuccheri.

Ma come e quando è nato questo fenomeno di natura MONDIALE?

Quando l’industria dolciaria iniziò a produrre in maniera più seriale si iniziò a creare e pensare modi sempre nuovi per impacchettare e conservare i prodotti, ma fu il marchio “Royal Dansk” ad avere l’idea vincente: una scatola di latta che conservasse e impedisse il deperimento o contaminazione del prodotto dolciario. Ma ogni massaia del mondo, una volta finito si ritrovò per la prima volta ad avere un involucro che non era

usa e getta, bensì un prodotto conservabile e riutilizzabile. Insomma da un’idea per conservare dei dolci ci si ritrovava con in mano una scatola resistente e sicura e venne naturale a ogni massaia di conservare al suo interno il proprio prezioso kit di cucito.

Protetto da muffe, acqua e polvere divenne universalmente simbolo della borsa di cucito perfetta. Dobbiamo ringraziare i danesi per questo filo conduttore che unisce il mondo intero in un unica scatola del cucito!


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